BENVENUTI nel sito web devozionale dedicato al Santissimo Salvatore - Patrono di Militello in Val di Catania (CT - Sicilia/Italia) - Città d'Arte Patrimonio Mondiale dell'Umanità - UNESCO

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La Festa ha inizio l’8 Agosto, giorno della "Cantata", con il suono festoso delle campane e lo sparo della salve di colpi a cannone; la sera si conduce in processione un quadro, opera di ignoto dei primi dell’Ottocento, raffigurante il volto di Cristo Salvatore. Il corteo avanza per le principali vie della Città intonando un ritornello (composto nell' Ottocento su modello tratto dalla terza scena del secondo atto del "Trovatore" di Giuseppe Verdi e musicato il 3 agosto 1939 dal concittadino M° Ignazio Bono-Lanza), da cantarsi nei pressi dei vari quartieri storici e degli antichi conventi e monasteri della Città. E’ l’annuncio con il quale, ancora una volta, si invitano i cittadini a prepararsi, con rinnovata fede e devozione, all’approssimarsi della festività patronale.

Segue un periodo di nove giorni di attesa ("Novenario") e di celebrazioni liturgiche in preparazione alla Solennità. Si arriva così a giorno 17, "Vigilia" dei solenni festeggimenti patronali. La mattina inizia con il giro per le vie della Città del corpo bandistico locale per la tradizionale questua. Alla sera, una delegazione del Comitato per i festeggiamenti, unitamente al suo Presidente, si reca al Palazzo di Città per prelevare il Sig. Sindaco e le Autorità civili e militari, quindi il corteo muove verso la Chiesa Madre.

Il Sindaco reca con sè la chiave "Vrbis Praefe - Patrono Svo", il Presidente pro-tempore dei festeggiamenti la "Vniversitas Militelli - Patrono Svo" ed il Parroco della Matrice la "Archipresbyter - Patrono Svo". Dopo l’offerta del cero votivo e l’omaggio floreale al Patrono da parte del primo cittadino, avviene lo svelamento della venerata effigie del Santissimo Salvatore con apertura delle artistiche porte in bronzo della Sua cappella, disserrate mediante le tre storiche chiavi in argento, riunitesi per l’occasione.

Giorno 18, "Festa del Patrono", la Città si sveglia con il suono festoso delle campane e lo sparo della salve di centouno colpi a cannone seguiti, in mattinata, dal solenne Pontificale e, nel pomeriggio, dall’uscita, detta "A NISCIUTA", del fercolo dalla Chiesa Madre.

Il rullo dei tamburi, le marce sinfoniche dei Corpi Bandistici, le grida di evviva del popolo e lo sparo di rinomati fuochi d'artificio arricchiti da una coreografia barocca di "nzaaredde" accolgono l'uscita del fercolo del Patrono nella Piazza principale della Città.

Il venerato e prezioso simulacro di Cristo Salvatore viene portato a spalla dai devoti in maglietta rossa nell'antistante Piazza Vittorio Emanuele II.

Qui avviene il suggestivo rito di affidamento al Patrono dei figli della Città, promessi, denudati, consacrati e rivestiti del tradizionale abitino devozionale rosso, simbolo dell’ardore della fede, dell’amore in Cristo e della Sua regalità.

Ha inizio così la trionfale salita, detta "A CCHIANATA", del fercolo del Patrono fino al Monte Calvario, luogo simbolico della Sua morte e risurrezione.

L'arrivo al Monte Calvario è coronato da una toccante omelia ai piedi della Croce e dallo sparo di rinomati fuochi d’artificio diurni.

Quindi il popolo devoto conduce in solenne processione ("Giro esterno") il fercolo del Patrono per le vie della Città, sfarzosamente addobbate a festa per l’occasione, parate con drappi bianchi e rossi, coperte, luci, fiori e altarini devozionali.

A tarda sera, dopo il rientro del fercolo in Chiesa Madre, in Contrada Chiusa (zona Monte Calvario), vengono eseguiti spettacolari e rinomati fuochi d'artificio che costituiscono il Galà notturno che conclude il giorno della Solennità.

L’"Ottavario" vede il susseguirsi di numerose celebrazioni in ambito liturgico nonchè varie iniziative a carattere culturale, sportivo e ricreativo facenti da cornice di intrattenimento per quasi tutte le fasce di età della popolazione. La "Veglia di preghiera" del 24 e la breve processione ("Giro interno") del simulacro per le principali vie del centro storico barocco sino ai "quattro canti", del giorno 25, "Ottava" della Festa, concludono il quadro dei solenni festeggiamenti patronali.

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