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Quando, insieme alla famiglia Campisi, al Presidente, ai componenti del Comitato Scientifico e del Consiglio di Amministrazione del Museo San Nicolo', si e' giunti all'unanimita' ad attribuire, per il 2026, il riconoscimento "Il Custode della Memoria" all'ing. Salvatore Maria Calogero, gli abbiamo chiesto di inviarci alcune note biografiche.
La sua risposta, immediata e racchiusa in una semplice e-mail, iniziava con queste parole:
"Allievo e collaboratore del Prof. Giuseppe Pagnano fino al 2017, anno della sua dipartita."
In questa breve affermazione e' racchiuso il senso piu' profondo del suo percorso umano e professionale. Essa racconta il legame con il suo grande maestro, Giuseppe Pagnano, ma anche il rapporto speciale che, attraverso di lui, ha costruito con Militello.
Salvatore Maria Calogero, per gli amici semplicemente Salvo, nasce a Catania nel 1961. Studente di Ingegneria civile presso l'Universita' di Catania, incontra il professor Giuseppe Pagnano, che vi insegnava. Si laurea in Ingegneria civile, indirizzo Architettura e Pianificazione territoriale, discutendo la tesi "Il convento di San Giuliano a Catania. Ipotesi di restauro e riuso a centro culturale", della quale Pagnano e' relatore.
Da quel momento prende avvio una lunga collaborazione professionale che si trasformera' in un autentico sodalizio umano e scientifico. Contestualmente nasce la sua assidua frequentazione di Militello, dove stringe profondi rapporti di amicizia, fra cui quello con Umberto Campisi, gia' allora anima e punto di riferimento del Museo San Nicolo'.
Giuseppe Pagnano intui' subito in Salvo Calogero le qualita' del ricercatore rigoroso, paziente e scrupoloso. Per questo gli affido' delicate ricerche archivistiche necessarie alla progettazione degli interventi di recupero e rifunzionalizzazione di importanti complessi monumentali di citta' come Catania, Siracusa, Noto e Militello.
Il suo lavoro, spesso silenzioso e lontano dai riflettori, rappresenta quella parte indispensabile della ricerca che permette ai monumenti di ritrovare la propria storia. Come scrive Alfredo Longhitano nella prefazione al volume La citta' di Catania. Mutamenti urbanistici dopo le catastrofi del XVII secolo:
"Il paziente ricercatore acquisisce tasselli e ricostruisce un mosaico che racconta luoghi ma anche persone, rituali, progetti e aspettative di pochi e l'anonimo vissuto dei tanti che attorno ad essi vivevano."
Queste parole sembrano descrivere perfettamente il metodo di lavoro di Salvatore Maria Calogero: una ricerca paziente, capace di restituire voce non soltanto agli edifici, ma anche alle persone e alle vicende che li hanno attraversati.
Se il primo grande amore delle sue ricerche e' stata Catania, la citta' natale, altrettanto significativo e' stato il contributo dedicato a Militello.
Nell'ambito delle ricerche storiche svolte a supporto dei progetti di recupero dei monumenti del Val di Noto, ha approfondito e pubblicato importanti studi dedicati alla nostra citta':
. Il convento di San Domenico in Militello in Val di Catania, in Tecnica e Ricostruzione, LXIV (2009);
. Il monastero di San Benedetto dei Padri Cassinesi in Militello in Val di Catania, in Synaxis, XXXI/2 (2013);
. Un'opera inedita dell'architetto Stefano Ittar a Militello in Val di Catania, in Prospettive (2024).
A queste pubblicazioni si aggiunge il volume, realizzato insieme al professor Giuseppe Pagnano:
. La chiesa Matrice di San Nicolo' a Militello in Val di Catania (Agora' Editrice, 2021),
che rappresenta probabilmente il piu' completo e significativo contributo dedicato alla storia e all'identita' del principale monumento della citta'.
Alle ricerche sono seguiti progetti concreti di recupero e riuso che hanno restituito nuova vita a luoghi fondamentali della memoria collettiva. Perche' recuperare un edificio storico non significa soltanto conservarne le mura, ma restituirgli un'anima senza tradirne quella originaria.
Tra questi interventi ricordiamo il recupero dell'ex convento dei Domenicani, oggi Museo Civico e Biblioteca Comunale, e quello del Monastero dei Benedettini, divenuto sede di rappresentanza del Comune: esempi virtuosi di come ricerca storica, progetto e tutela possano fondersi in un'unica visione.
Per queste ragioni, l'ingegner Salvatore Maria Calogero entra a pieno titolo nel novero di coloro che hanno contribuito a custodire e restituire la memoria di Militello.
Il suo lavoro, svolto con competenza, discrezione e passione, ha consentito di riportare alla luce pagine importanti della storia della citta', anche grazie al rapporto di sincera amicizia e di proficua collaborazione con Umberto Campisi e con quanti, negli anni, hanno custodito con dedizione gli archivi comunali, ecclesiastici e privati di Militello.
e' anche per questo che il riconoscimento "Il Custode della Memoria" trova in Salvatore Maria Calogero un destinatario pienamente meritevole: un uomo che ha saputo trasformare la ricerca storica in uno strumento di tutela, conoscenza e futuro, contribuendo a far si' che la memoria della nostra comunita' continui a vivere e a parlare alle nuove generazioni.
Le foto sono della Mostra fotografica sono di
Giacomo Alessandro
Nato a Caltagirone, vive a Mineo, dove, oltre al lavoro, trova la sua principale fonte d'ispirazione.
Da anni coltiva con passione l'arte della fotografia, che rappresenta per lui il linguaggio privilegiato attraverso cui trasmettere sensazioni, emozioni e frammenti di vita rubati ad una realta' che ama. La sua capacita' di cogliere l'essenza di luoghi, persone e attimi irripetibili gli ha permesso di ottenere, nel panorama della fotografia amatoriale, numerosi apprezzamenti e importanti riconoscimenti.
Nel 2011 e' stato selezionato tra i primi cento fotografi in Italia nell'ambito del progetto "Frutta nelle Scuole", promosso dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di concerto con l'Unione Europea, il Ministero della Salute, il Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, e altre importanti agenzie governative.
La fotografia premiata e' stata esposta, insieme alle altre opere selezionate, nella mostra "Tutti pazzi per la Frutta", allestita presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma.
Nel Natale del 2013 realizza la mostra fotografica personale "Saluti da Mineo", un percorso per immagini dedicato alla sua citta', raccontata attraverso le tradizioni, la cultura e i luoghi piu' significativi della cittadina.
Nell'aprile del 2014 e' ospite del direttore dei Musei Vaticani, il prof. Antonio Paolucci, e ha il privilegio di realizzare una serie di scatti fotografici della Cappella Sistina, successivamente donati all'Archivio Fotografico dei Musei Vaticani.
Nell'ottobre del 2016 presenta una nuova mostra personale dedicata a Sant'Agrippina, patrona di Mineo, allestita presso la chiesa omonima.
Tra il dicembre 2016 e il gennaio 2017 realizza la mostra fotografica "Natale a Mineo", un'esposizione dedicata alle suggestive tradizioni natalizie del paese.
Ha curato e allestito diverse esposizioni fotografiche presso la Tenuta di Ambelia a Militello in Val di Catania, il Museo Diocesano di Caltagirone e il Carcere Borbonico di Gangi, collaborando con la fotografa sarda Arianna Di Romano.
Organizzato dall'IPAAF - International Police Award Arts Festiva - ha partecipato al Concorso Internazionale d'Arte APOX ARTS, ottenendo riconoscimenti con alcune sue opere fotografiche esposte ad Arezzo, nel 2023, e successivamente a Montepulciano, nel 2024.
Oggi espone a Militello in occasione delle manifestazioni dedicate alla festa patronale del Santissimo Salvatore.
Dal 2016, infatti, nell'ambito dei festeggiamenti viene allestita una mostra fotografica dedicata alle tradizioni religiose di Militello o di altre citta' Siciliane, intitolata alla figura e all'opera di Umberto Campisi, storico custode del Museo San Nicolo' e appassionato cultore e profondo conoscitore delle feste e delle tradizioni popolari.
Per l'edizione di quest'anno la scelta e' ricaduta sulla cittadina di Mineo, vicina e profondamente affine a Militello. Le due cittadine accomunate da una storia antica e affascinante, da una consolidata vocazione agricola e pastorale e da un forte impegno nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale.
Le fotografie di Giacomo Alessandro sulla festa di Sant'Agrippina, autentico e sensibile interprete delle tradizioni menenine, attribuiscono quest'anno un valore nuovo al culto della Santa grazie alle accurate ricerche del nostro concittadino don Matteo Malgioglio, maggiore parroco della chiesa di Mineo dedicata alla Santa, sacerdote e studioso di grande spessore, che con la scoperta di documenti inediti ha consentito la individuazione della cripta della chiesa in cui si trova il sacello bizantino dell'VIII sec. Col sepolcro di S. Agrippina. Tutto cio' costituisce un prezioso invito a riscoprire Mineo come citta' sorella di Militello che in questo stesso periodo si appresta a vivere la sua festa.